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Vermiglione o Cinabro

Per LE RICETTE DI GIALLOLITARGIRIO: LA SCIENZA DEI PIGMENTI parleremo del Vermiglione.

Il vermiglione, o cinabro, è un pigmento dal rosso intenso, chimicamente definibile come HgS. Usato in età antica, come anche nel Rinascimento o nell’età Moderna. La sua produzione ha subito però diverse fasi. Anticamente veniva semplicemente ricavato dalla macinazione e purificazione del cinabro naturale, tipico di giaciture epitermali, comune ma non troppo diffuso. In Italia le principali aree di estrazione si trovano nella zona del Mt. Amiata e di Tolfa. Successivamente, intorno al IX sec., è stato introdotto del lontano Oriente un processo di sintesi a secco, che consisteva nel mescolare S e Hg, ottenendo una fase amorfa, nera, che polverizzata e cotta a temperature oltre i 580 °C, passa nella fase α, tipicamente rossa. Alla fine del Seicento, poi, il processo è stato ulteriormente facilitato e semplificato utilizzando un metodo ad umido, nel quale la fase amorfa veniva trasformata in vermiglione semplicemente riscaldandolo in una soluzione di AMMONIO o SOLFURO DI POTASSIO. In questo modo il vermiglione viene prodotto a basso costo ed è tuttora diffuso.

Identificazione: FTIR, Raman, XRF, FORS

Esempi di utilizzo: Masaccio, Saints Jerome and John the Baptist, 1428; Johannes Vermeer, Girl with the Red Hat, 1665-66.

Produzione in antico:

~Ingredienti~

18 libbre di mercurio

6 libbre di fiocchi di solfuro

~Procedimento~

• Sciogli il solfuro in una pentola di terracotta

• Versa gradualmente il mercurio precedentemente scaldato

• Mischia bene

• N.B.: se prende fuoco quando si versa l’ultima parte estinguere con un panno bagnato

• Quando il tutto si è freddato polverizza in maniera grossolana

• Prepara un vetro oblungo o un sublimatore rivestito con un rivestimento apposito

• Inseriscilo nella fornace in maniera tale che metà sia esposta al fuoco

• Inserisci quindi la polvere in modo tale da riempire la parte all’interno della fornace

• Scalda fin quando non esce il fumo di vermiglione dal sublimatore

• Quando la sublimazione è finita la temperatura si abbasserà nella parte superiore del corpo

• Spegni quindi la fornace e rompi il vetro

• Prendi il risultato della sublimazione e riducilo in polvere fine

• Il risultato deve essere di un colore molto brillante, molto fine ed incline alla tonalità scarlatta. È normale che spesso si adulteri con rosso di piombo

Fonti
I pigmenti nell’arte, N. Bevilacqua,
La chimica nel restauro, Matteini Moles
Handmaid of Arts, Dossie

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