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La Chimica delle Droghe: la Metanfetamina

Per la rubrica: LA MOLECOLA DEL GIORNO, oggi parleremo di una sostanza di abuso stimolante: la METANFETAMINA!

La metanfetamina è stata sintetizzata in Giappone per la prima volta in 1919 ed era impegnato come decongestionante. Nel tempo il suo utilizzo divenne quello di soppressore dell’appetito e medicina antisonno. Per queste sue proprietà è stata impiegata dai soldati nella Seconda Guerra Mondiale. 
Risulta essere una sostanza d’abuso diffusa e venduta illegalmente sotto forma di cristalli (ice) e l’assunzione avviene tipicamente tramite fumo.
Un test colorimetrico che può rilevare la metanfetamina è il test di Marquis portando ad un colore arancione caratteristico.

Esistono due metodi di sintesi principali: il metodo di Birch (metodo Nazi) ed il metodo HI (metodo “red-cook”). Quest’ultimo metodo può portare alla sintesi di fosfina dalla degradazione termica dell’acido fosforoso (prodotto dall’impiego di fosforo rosso nella reazione). 
La fosfina è un gas estremamente tossico e virtualmente senza odore ma che in combinazione con gli altri sottoprodotti della reazione porta ad un odore di aglio rilevabile a range di concentrazioni già tossiche. Un’esposizione di 30 minuti ad una concentrazione di 400ppm risulta già mortale.

Fonti:
“Forensic Chemistry” – Bell
Wikipedia (Methamphetamine)

Immagine:
racemic methamphetamine, Boghog, Public Domain, Wikipedia
Crystal methamphetamine, United States Department of Justice, United States Federal Government, Public Domain, Wikipedia

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