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Porpora

Per LE RICETTE DI GIALLOLITARGIRIO: LA SCIENZA DEI PIGMENTI parleremo del color porpora.

Il color porpora ha origini molto antiche risalenti perfino all’epoca dei Fenici.

La porpora poteva avere diverse sfumature di colore, in base alla preparazione attuata. Il più ricercato naturalmente era sempre il colore rosso porpora come viene inteso ancora oggi e cioè simile al colore del sangue e del fuoco.

Però il dispendio di risorse e di manodopera nonché l’impatto ambientare per la produzione di questa tintura era enorme, infatti per riuscire a tingere anche una sola veste occorrevano migliaia di esemplari.

Sviluppò quasi da subito un’importanza rilevantissima dovuta alla simbologia attribuita al colore ma anche per un motivo prettamente più pratico e semplice, cioè per via della sua grande resistenza ai lavaggi.

La tecnica di estrazione in Europa però si perse durante il medioevo.

Il responsabile della colorazione che tutti noi apprezziamo ed ammiriamo, il 6,6′-dibromoindaco, è stato scoperto nel 1909 da Paul Friedlander. Un punto importante ed interessante da sottolineare è che questa molecola è molto simile a quella dell’indaco.

I gasteropodi del genere Murex possiedono una ghiandola che contiene un fluido bianchiccio. I molluschi erano posti in catini di piombo in acqua salata per circa 10 giorni ottenendo un colore gialliccio. Per ottenere la colorazione rossa viola solo esponendo il liquido al sole e poi al tessuto stesso.

Fonti:
I pigmenti nell’arte, N. Bevilacqua,
La chimica nel restauro, Matteini Moles
Wikipedia

Immagini
File:Siege-alesia-vercingetorix-jules-cesar.jpg

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