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La Chimica da Guerra: la Difenilcloroarsina

La difenilcloroarsina è un composto dell’arsenico che ha avuto un largo impiego come arma durante la prima guerra mondiale e sintetizzato per la prima volta da La Coste e Michaelis nel 1878.

Tutti gli aggressivi chimici possono essere classificati a seconda dell’azione fisiologica.
Nel caso specifico della difenilcloroarsina si ha un effetto starnutorio. Ovvero, che provoca una viva sensazione irritante sulle mucose di naso, gola e vie respiratorie. Questo effetto è attribuito all’arsenico presente nel composto.
L’impiego di questa classe di aggressivi è individuabile nel periodo che va dal luglio 1917 fino all’11 novembre 1918.
I tedeschi impiegarono la difenilcloroarsina nelle così dette “granate a croce azzurra”.
Il loro impiego era una tattica per costringere il nemico a togliere la maschera di protezione in modo tale da poterlo colpire con un aggressivo tossico oppure per renderlo inerme ed inabile al combattimento.

La guerra chimica non era quindi solamente tendente all’impiego di sostanze soffocanti, tossiche o caustiche.
Anche se non è inserito esplicitamente nella direttiva 67/548/CE, essendo composta da arsenico va considerato come tossico e dannoso per l’ambiente.

Fonti:
“L’arma chimica” A. Pagniello
Wikipedia (difenilcloroarsina)
Immagine:
Flickr – r. nial bradshaw

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