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La Robbia

Per la rubrica CHIMICOLORA: LA SCIENZA DEI COLORANTI parleremo della robbia 

La robbia (Rubia Tinctorum) è una pianta erbacea con radici perenni in cui sono concentrati numerosi coloranti. Originaria del Medio Oriente e del Mediterraneo orientale, la si trova anche in Europa centrale e meridionale perché un tempo qui veniva coltivata, mentre adesso cresce spontanea.

Le parti utilizzate per l’estrazione del colorante sono le radici, chiamate ‘alizari’, dalla parola araba al’usara che significa succo. Queste vengono raccolte in autunno quando la pianta ha ormai qualche anno di vita (si varia da 3 anni a 7, secondo quanto riportato nella ricetta iraniana). Questo accorgimento è stato giustificato da studi, più o meno recenti, che hanno dimostrato che nel primo anno di vita della pianta le radici contengono solo quattro dei coloranti della robbia presenti nella pianta adulta (alizarina, purpurina, pseudopurpurina, alizarina 2metil-etere, rubiadina, munjistin) nonostante il contenuto di alizarina sia comunque maggiore nelle piante giovani rispetto a quelle adulte. 

La procedura classica di tintura prevede una pre-mordenzatura del filato con allume (KAl(SO4)2), dopodiché si aggiunge un bagno tiepido di robbia ricavato dall’infusione delle radici polverizzate. Il colore che si ottiene è uno straordinario rosso intenso. Una pre-mordenzatura a ferro (FeSO4), invece, permette di ottenere colori meno saturi, che variano dal rosa-violetto al bruno in base alla quantità di mordente utilizzato. 

Facendo precipitare il colorante su allume di rocca e/o carbonato di calcio si può ottenere una lacca rossa molto stabile (lacca di garanza) le cui tonalità possono variare dal cremisi intenso al marrone rossastro. Questa lacca è molto trasparente e veniva utilizzata per creare velature nei dipinti sia a olio che a tempera. 

Fonti

Cardon D. (2007) – “Natural Dyes: sources, tradition, technology and science”. Archetype, London.

Angelini L.G., Pistelli L., Belloni P., Bertoli A., Panconesi S. (1997) – “Rubia tinctorum a source of natural dyes: agronomic evaluation, quantitative analysis of alizarin and indrustial assays”. Industrial Crops and Products, 6, pp. 303-311.

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